lavoratrice madre

Con sentenza n. 16697 del 25 giugno 2018, la Corte di Cassazione ha affermato la legittimità del licenziamento intimato ad una lavoratrice madre che al rientro in servizio (dopo un periodo di astensione facoltativa) abbia rifiutato di adempiere all’ordine di trasferimento in un’altra sede disposta dal datore di lavoro ai sensi dell’art. 2103 c.c.

Nel caso di specie la Corte di Cassazione ha escluso che l’assenza ingiustificata e immotivata della lavoratrice madre per oltre una settimana fosse una condizione che integrava la colpa grave ai fini del licenziamento (Cass. 29 settembre 2011, n. 19912).

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DELLA LAVORATRICE MADRE. La tutela della sicurezza e della salute della lavoratrice madre è governata dal D. Lgs. n. 81/2008 (Testo Unico della sicurezza sul lavoro) e dal D. Lgs. n. 151/2001, (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità).

La lavoratrice madre può essere legittimamente licenziata per colpa grave. Nota a Cass. 26 gennaio 2017, n. 2004. Donatella Casamassa. Non è sufficiente, per rendere legittimo il licenziamento della lavoratrice madre, intimare il recesso per assenza ingiustificata, sul presupposto che la disciplina collettiva applicabile al caso di specie prevede l’ingiustificata e ininterrotta assenza da

violazione del precetto di legge, alla stregua del quale la lavoratrice madre, al termine del periodo di congedo per maternità, deve essere adibita alle mansioni da ultimo svolte o a mansioni equivalenti: pacificamente invece la signora al rientro era stata collocata come commessa presso un normale punto vendita, a fronte della sua richiesta di discutere a proposito della compatibilità tra

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LA DOMANDA Una lavoratrice madre assunta in qualità di quadro nel ccnl commercio che usufruisce delle 2 ore previste per l’allattamento per il primo anno di età del figlio, ha diritto a non prestare ore di straordinario ed eventuali trasferte?E fino a che età del bambino?

La madre lavoratrice è tutelata dal nostro ordinamento giuridico: basti pensare all’articolo 55 del D.L. 151/2001, secondo il quale la madre che si dimette volontariamente da 300 giorni prima della data presunta del parto al compimento dell’anno di vita del bambino, a prescindere se la lavoratrice abbia fruito o meno dell’indennità di

Cosa sono Il Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità riconosce alla madre, lavoratrice dipendente, ed in alcune ipotesi anche al padre, la possibilità di assentarsi dal lavoro per prendersi cura del neonato durante il primo anno di vita, attraverso dei riposi giornalieri, anche c.d. “per allattamento”.

• Legge 1204/71 di riforma della legge sulla lavoratrice madre (assicura un’efficace protezione fisica alle gestanti e contiene la salvaguardia del posto di lavoro). • Legge 151/75 di riforma del diritto di famiglia che sanziona la parità dei coniugi (viene sostituita la “patria potestà” con la “potestà parentale”).

I diritti riconosciuti alla lavoratrice madre: le diverse forme di tutela della donna che diventa madre e che deve mantenere il posto di lavoro

La legge tutela la donna in maternità (e la madre adottiva) e il bambino garantendo alla futura mamma il diritto di potersi assentare dal lavoro per 5 mesi: 2 mesi prima e 3 mesi dopo il parto oppure, se le condizioni di salute lo consentono e previa presentazione di un certificato medico, si può lavorare fino all’ottavo mese per poi astenersi dal lavoro un mese prima del parto e per 4 mesi dopo la nascita.

Che la madre tornata immediatamente al lavoro e a seguito di rinuncia al congedo parentale possa percepire il sostegno in voucher per undici mesi rischia di confondere la durata massima nei confronti del figlio del congedo parentale con il periodo di assenza massima fruibile dalla madre lavoratrice.

L’obbligo di convalida presso la Direzione Territoriale opera per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e per le dimissioni delle lavoratrice madre e del padre lavoratore avvenute: nei …

Sì, è proprio così, sono fiera di essere una mamma lavoratrice. Chiamatemi mamma atipica, ma per me i 9 mesi a casa sono stati sì straordinari, ma anche eterni. Sono arrivata allo scadere della maternità facoltativa retribuita, tirando un sospiro di sollievo.

Lavoratrice madre licenziabile solo quando a chiudere è tutta l’azienda e non solo il suo reparto; dopo che il bambino ha compiuto un anno la mamma può essere mandata a casa. Da quando inizia la gravidanza fino a un anno di vita del figlio la lavoratrice in maternità non può mai essere licenziata.

Su richiesta esplicita della lavoratrice madre (figlio di poco più di un anno di età) può il datore di lavoro rifiutarsi di trasformarle il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale? Il n. dei dipendenti totali è 5 di cui n. 2 a part time 30 ore sett.li e n. 3 a tempo pieno, tutti con stesse mansioni.

Madre di un bambino di 4 anni. Ala ritorno dalla maternità superati i tre anni del bambino i miei responsabili vorrebbero che mi fermassi dopo le 16.00. Il mio orario standard è dalle 7.45 alle 16.00 dal lunedì al giovedì e il venerdì dalle 7.45 alle 13.45.

Lavoratrice madre, nullo il licenziamento e risarcimento danni: La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 475 del 2017, è intervenuta in tema di sanzioni applicabili prima della riforma Fornero.

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DELLA LAVORATRICE MADRE La tutela della sicurezza e della salute della lavoratrice madre è governata dal D. Lgs. n. 81/2008 (Testo Unico della sicurezza sul lavoro) e dal D. Lgs. n. 151/2001, (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità).

– La lavoratrice madre durante il 1° anno di età del bambino ha diritto a 2 permessi (c.d. per allattamento) di 1 ora, cumulabili durante la giornata. Il permesso è di un’unica ora se l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a 6 ore.

madre nf : It is the mother in her that leads to her kindness and patience. È la madre che c’è in lei che la porta ad essere così gentile e paziente. Mother n noun: Refers to person, place, thing, quality, etc. (Mother Superior) (ecclesiastico) madre nf : Mother Superior is always early for mass. La madre superiora è sempre in anticipo per

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11/2008 ICOMMENTI 36 I commenti Il licenziamento della lavoratrice madre Sotto il profilo giuridico, la comunicazione di licenzia-mento costituisce una dichiarazione unilaterale recetti-zia con cui il datore di lavoro manifesta la volontà di

Jan 08, 2016 · Modello 2016 per convalida dimissioni lavoratrice madre Abolito il Registro infortuni Prospetto disabili: proroga al 29.2.2016 Settima salvaguardia esodati: istruzioni e …

dalla lavoratrice madre adottiva o affidataria di un minore, nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il dodicesimo anno di età o, in alternativa e alle stesse condizioni, il padre lavoratore adottivo o affidatario con vivente con la stessa.

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La lavoratrice in stato di gravidanza va spostata ad altre mansioni e qualora ciò non sia possibile va concessa l’astensione anticipata. In particolare, la gestante e la madre che allatta non può svolgere attività in zone che comportano esposizione a radiazioni ionizzanti. Effetti sul rapporto di lavoro

Amilcare Mancusi lavoratrice, legittimità, madre, rifiuto, sede, trasferimento E’ illegittimo il licenziamento intimato alla lavoratrice per aver rifiutato di prendere servizio nella sede di destinazione , se il trasferimento di sede era finalizzato all’ espulsione dalla lavoratrice in ragione della condizione di …

Licenziamento della lavoratrice madre. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 475 dell’11 gennaio 2017, ha affermato che il licenziamento intimato alla lavoratrice nel periodo che va dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino è nullo e non produce alcun effetto, pertanto, il rapporto di lavoro è considerato giuridicamente pendente e il datore di

Una sentenza del 2000 della Cassazione stabilisce che al licenziamento della lavoratrice madre non è applicabile l’art. 6 della legge 604 del 1966, il quale impone l’onere di impugnare il licenziamento entro il termine di decadenza di 60 giorni.

La legge vieta al datore di lavoro di licenziare la lavoratrice madre dall’inizio del periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Il divieto di licenziamento opera anche nel caso in cui il datore di lavoro, al momento del licenziamento, non conosceva lo stato di gravidanza della lavoratrice.

La Naspi, in caso di lavoratrice madre spetta non solo in caso di perdita involontaria del lavoro, ma anche in caso di dimissioni che avvengono durante il periodo tutelato di maternità obbligatoria che va da 300 giorni prima della data di nascita presunta del figlio, …

Le ipotesi di licenziamento durante il periodo protetto, fino a un anno di età del bambino, il periodo in prova, la ristrutturazione, la cessione o la cessazione del …

Non di rado la gravidanza di una lavoratrice rappresenta un problema nei rapporti con il datore di lavoro, il quale a causa dell’assenza “tutelata” della dipendente decide di licenziarla o induce la stessa alle “dimissioni volontarie”. Proprio per scongiurare e combattere tale pericolo è intervenuto il nostro legislatore, prevedendo un espresso divieto del licenziamento durante […]

La sentenza della Cassazione che chiarisce il regime sanzionatorio del licenziamento intimato alla lavoratrice nel periodo di maternità.

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Author: Avv. Roberto Colantonio

Nessuna sanzione per la madre lavoratrice che decide spontaneamente di non fruire più dei permessi giornalieri in precedenza chiesti al datore.

Infatti, il datore di lavoro non dovrà solo fare attenzione a non irrogare il licenziamento nel periodo di divieto ma dovrà, altresì, prestare molta attenzione a non irrogare un licenziamento che possa presentare profili di discriminatorietà ricollegati o ricollegabili alle mutate esigenze di vita della lavoratrice dopo la nascita del figlio.

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Il diritto al congedo di maternità cui è destinataria la lavoratrice madre si estende al lavoratore padre, per tutta la durata spettante alla madre o per la parte residua, nei casi documentati di morte o grave infermità della madre, di abbandono, ovvero di affidamento esclusivo del bambino al padre.

La lavoratrice madre può legittimamente opporsi a un trasferimento disposto per la soppressione della posizione lavorativa avvenuta nel periodo di astensione dal lavoro per maternità; non è, quindi, legittima la reazione del datore di lavoro che proceda a licenziamento con la motivazione dell’inutilizzabilità della lavoratrice presso la

Dimissioni della lavoratrici madre, chiarimenti del Welfare – Diritto.it ai sensi del quale la risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentata dalla lavoratrice

– Madre lavoratrice o padre lavoratore che ha fruito del congedo di paternità (v. Congedo di maternità/paternità obbligatorio) fino al compimento di un anno di età del bambino

La lavoratrice madre che rassegna le dimissioni durante il periodo protetto – che inizia con il concepimento e termina con il compimento di un anno di età del figlio – usufruisce dei seguenti

Il licenziamento della lavoratrice madre che si rifiuti di riprendere servizio presso una diversa sede di lavoro è illegittimo se il trasferimento è preordinato a sostituire la dipendente con un altro lavoratore e non è frutto della reale soppressione della posizione lavorativa.

Il nostro ordinamento prevede che, una volta terminata l’astensione obbligatoria, la madre lavoratrice dipendente possa restare a casa accanto al bambino per ulteriori sei mesi.

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lavoratrice/il lavoratore di seguito indicata/o, che viene informata/o che il Testo Unico sulla tutela della maternità e paternità (Dlgs n. 151/2001) prevede: – il divieto di licenziamento della lavoratrice madre dall’inizio della gravidanza fino al compimento del

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protezione della lavoratrice madre, va tuttavia sottolineato che essa si differenzia in base allo status occupazionale della medesima: lavoro autonomo, rapporti di lavoro “parasubordinato”, contratti “atipici”, si discostano significativamente dal rapporto di

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aziendale, la possibilità di spostare la lavoratrice ad altre mansioni compatibili con la gravidanza. Nell’impossibilità di adibire la lavoratrice madre a mansioni non pregiudizievoli, il Datore di Lavoro deve prevedere il divieto di esposizione e la contestuale comunicazione

Lavoratrice madre: Buone prassi e differenze di genere Nel caso si voglia fare una richiesta di validazione di una “buona prassi” che riguardi, in tutto o in parte, le differenze di genere (comprese le lavoratrici in gravidanza e/o allattamento), è possibile utilizzare,

ERRATA CORRIGE-LA NASPI SPETTA ALLA LAVORATRICE MADRE ANCHE DOPO IL JOBS ACT: Si conferma che, pur dopo le modifiche del Jobs Act, l’indennità di disoccupazione NASPI continua a spettare alla Lavoratrice madre in automatico (stando, almeno, al tenore della legge).

il divieto di licenziamento della lavoratrice madre dall’inizio della gravidanza fino al compimento del terzo anno di età del bambino, nonché il licenziamento del lavoratore padre per la durata del congedo di paternità (art. 54); il diritto al congedo, anche anticipato, di …

Dopo l’astensione per maternità la lavoratrice ha diritto di rientrare nella originaria unità produttiva. Nota a Cass. 30 giugno 2016, n. 13455. Camilla Fazio La lavoratrice, al termine del periodo di astensione obbligatoria per maternità, ha diritto di conservare il posto dl lavoro e, salvo rinunzia espressa, di rientrare nella medesima unità produttiva ove era…